domenica 5 giugno 2011

Io, studente Erasmus, vi dico: Padova è una città morta

Vi propongo questa lettera inviata da un ragazzo inglese al "Mattino di Padova":
PADOVA. Anche uno studente inglese, in città per il programma Erasmus di scambio tra università d'Europa, ha scritto una lettera aperta al sindaco Zanonato sul divertimento dei giovani. Ecco le sue considerazioni:

Gent. Signor Sindaco,

mi chiamo Paul Strickland e sono un ragazzo italo-inglese della città di Leeds e sono in Erasmus qui a Padova nella sua città. Ho seguito molto la situazione di questi giorni, primo perchè rientro negli studenti che studia tutto il giorno e al week-end partecipa alle feste (scusi, partecipava) dislocate in Via Bernina. Ma la cosa più divertente (in senso ironico) che mi sono trovato a leggere in questi giorni era il suo consiglio di visitare le altre città d'Europa per vedere come si comportano gli studenti di altre università.

Bene, io sono il testimone oculare di quello che lei consiglia di visitare e non posso che dire che quello che dovrebbe viaggiare è LEI... guardi lei come sono gestite le città dai sindaci suio colleghi, ha molto da imparare. A Leeds nella mia città non è concepibile un blocco degli orari per somministrazione alcool-non alcool e cibo per una discoteca o club studentesco... abbiamo discoteche che convivono in zone residenziali... ho usufruito di uno Stage ad Anversa (Belgio) e li per tradizione esiste la "settimana del divertimento" dove tutti gli studenti per una settimana fanno festa post-esami...ininterrottamente... questo esempio per la sua forte sensibilità alla "sballo" credo l'abbia colpita in modo rilevante. Sono inglese quindi ho maggior conoscenza e rapporti con i miei cugini americani... e loro, se non lo sa, hanno inventato ed esportato lo "spring break": altro arco di tempo dove gli studenti festeggiano la pausa dalle lezioni universitarie e sappia che tutto quello che le dico non si svolge all'interno di un teatro per concerti a pagamento (PalaGeox) o in una serie di tende unite e baretti da aperitivo (PalaGolena).


Il divertimento aiuta lo studente a staccare la spina e giova alla sua produttività, lo sanno in europa, noi studenti siamo una risorsa grossissima e siamo giustamente tutelati. Attenzione dico tutelati, mi riferisco al fatto che c'è un bilanciamento di interessi con gli altri eventualmente concorrenti con i nostri sia chiaro, non prevarichiamo su nessuno, ma il dialogo è aperto con tutti per raggiungere il punto di equilibrio. Qui la cosa sembra un utopia. Ci tengo a far presente che la sensazione di una città morta riferita a Padova la percepiamo anche noi studenti Erasmus, e non siamo pochi. E l'opinione sulla città che riportiamo nelle nostre città natie dipende anche dal modo in cui ci trattate come studenti che comprende anche lo svago.

Quindi le ripeto, Padova attualmente e per la mia esperienza da viaggiatore e un pessimo esempio di gestione del rapporto con giovani/studenti e dell'offerta svago serale. E spero vivamente di non ritrovarla in nessun'altra città d'Italia e d'Europa. Spero possa esserle d'aiuto questo punto di vista,

Paul Strickland
Studente Erasmus

Triste ma vera fotografia della nostra città... è giunto il momento di riprendere in mano la situazione...

GianMaria

martedì 31 maggio 2011

Riflessioni

Ieri si sono consumati i tanto attesi ballottaggi e una riflessione anche da parte nostra è assolutamente necessaria. Il centro destra ha fragorosamente perso e ciò a mio modesto parere è dovuto al fatto che Berlusconi ha trasformato il voto locale in un voto nazionale. Non si votava per l'operato del governo ma per l ' operato di ogni singolo sindaco nel suo comune. La sinistra canta meritatamente vittoria , ma non deve sfuggire il fatto che hanno vinto tutti candidati un pò atipici...a Napoli l' esponente dell' IDV, a Cagliari e Milano esponenti del Sel. Insomma i cittadini cercano risposte alternative al sistema politico attuale .

Per dirla con Mario Calabresi: " Il vero dato di ieri è l' incapacità di leggere cosa passa nella testa, nella pancia e nel cuore degli elettori. E quando un politico smarrisce questo fiuto e questa dote allora per lui suona la campana dell' ultimo giro". Chi può rimediare, provveda.


Gianmaria

venerdì 6 maggio 2011

GREENWASHING

Greenwashing is the new trend to use green marketing and catchwords in order to represent different kinds of products and company's policies as environmentally friendly, even if they're not. The term “greenwashing” expresses the will to “wash with green” something to make the customers think that it's an investment in environment protection.

The phenomenon is growing up, and the world globalized economy makes it a worldwide problem.

Greenwashing has two main consequences: it's an unfair competition against the companies whose behaviour is actually green, and makes the customers sceptical about environmetal campanies.

European Union and some of its members are building different systems to contrast this marketing practic. Norway has forbidden every possible reference to environmental benefits in cars claimes; Great Britain has approved a code (the Green Claims Code) which aim is to certificate some products and a practical guidance addressed to companies who want to avoid to stumble in greenwashing. European Union has worked to develop certifications and label system aiming at a clear use of green claims.

But what about customers? Can they defend themselves? Do they have any power to fight greenwashing? Yes, they do. One of the most useful tool to get information about companies behaviour is definitely internet, where all of us can also find the results of different investigations about advertising campaigns. Customers' choices make the difference.

Sara Zanella

martedì 26 aprile 2011

Aggiornamenti

Ciao ragazzi, dopo il successo dell' aperitivo l attività dell' associazione continua sempre più decisa....il consiglio di presidenza oggi ha stilato la lista ufficiale dei prima 4 film che ci daranno lo spunto per delle discussioni di spessore....la location è ancora incerta poichè ci è stato gentilmente offerto di usufruire del cinema Lux dal consigliere Giovanni Scorzon ma essendo un cinema da 200 posti preferiremmo iniziare in un luogo meno dispersivo...vi comunicheremo a breve le news organizzative...I primi 4 film che verranno proiettati in 4 diverse serate sono:

Giovanni Falcone ---> dibattito sulla legalità
Il divo ---> dibattito sul potere e la sua gestione
Katyn----> che cos' è la verità?
L' onda---> omologazione culturale e libertà di pensiero.

A breve pubblicheremo anche delle schede informative sui film.


Verrà poi proposta una seconda parte del cineforum con film più attuali, ma sempre incentrati su temi importanti come il razzismo, giustizia, sociale...

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto
Mississipi Burning 
American history x
Gran Torino

Pongo alla vostra attenzione anche la proposta del nostro amico Martino Borin di aggiungere tra i valori dell' associazione anche la sicurezza e la tutela della persona umana in tutte le sue forme...alla prossima assemblea dei soci verrà messa ai voti il testo da aggiungere alla carta dei nostri valori...

Buona serata a tutti !! A presto!

GianMaria

giovedì 17 marzo 2011

LA GIOVENTÙ ITALIANA

Strana razza la gioventù del Bel Paese. Un tempo viene osannata come il futuro della società italiana (e perché no, europea) ed un tempo la si attacca come la piaga bambocciona. Altre volte la si critica perché priva di esperienza e subito dopo viene elogiata perché già si sente cittadina del mondo.
Delle due l'una: o coloro che parlano dei giovani hanno in mente un concetto diverso ogni volta che se ne discute, oppure, più semplicemente, chi ne parla utilizza la nostra generazione come mero strumento per argomentare le loro opinioni, a prescindere da queste ultime. Ecco, forse siamo arrivati al nucleo duro del problema. La nostra generazione è sempre OGGETTO di dibattito ma mai SOGGETTO di dibattito! Viene richiamata nelle più varie dispute politiche e sociali ma non riesce mai ad essere componente attiva di queste. La nostra associazione, la nostra idea, è proprio questa: riequilibrare il dialogo generazionale introducendo i giovani come portatori di opinioni innovative.
Il nostro progetto nasce con il fine di esprimere e discutere le diverse opinioni che ognuno di noi possiede. Vogliamo sentire e ricevere opinioni, non fornire ideali preconfezionati. Noi per primi abbiamo molte idee (politiche e non) diverse fra di loro ma abbiamo provato ad unirle nella diversità: cosa effettivamente facile a dirsi e difficile a farsi, dirai tu giovane lettore. Ma non vale la pena almeno tentare insieme per poter separarci dai vecchi sistemi di dialogo sociale che ci tagliano fuori sistematicamente?
In questi tempi è di moda incipriare la vecchissima politica per riproporla come il nuovo modo di agire nel sociale. Noi ci opponiamo fermamente a tutto ciò. Tutti noi siamo diversi e di diverse idee politiche che ci portano necessariamente ad un confronto pluralista ed apartitico, senza che nessuna idea prevarichi le altre.
In un certo senso mi piace accostarci nel nostro piccolo alla assemblea costituente, che, nelle sue enormi diversità di pensiero politico, più di 60 anni fa, riuscì a costruire non solo un nuovo Stato ma anche un nuovo modo di vivere la socialità, dove la maggioranza non potrà mai schiacciare la volontà delle minoranze, ma dovrà sempre considerarla con serietà e rispetto. Proprio come i nostri padri costituenti, non vogliamo cercare ciò che distingue i "noi" dai "loro" ma ciò che unisce me a te.
Queste idee, così astratte in un certo senso, ovviamente verranno discusse non solo tramite dibattiti di ambito politico ma soprattutto attraverso iniziative culturali per sensibilizzare sia noi come associazione sia coloro che si affacceranno ad essa anche per semplice curiosità. E insieme così venire a conoscenza di realtà diverse e rendere la nostra una generazione che saprà davvero confrontarsi con l'altro oggi ma soprattutto un domani.
Alcuni lettori si staranno chiedendo il perché un gruppo di coetanei è così interessato alla politica ed alla cultura. È vero: è un dubbio lecito visto che la politica è pregna di interessi personali, mentre la cultura è abbandonata a sè stessa e troppo spesso lontana. Ma questa tendenza non cambierà da sola. Se davvero questo non ci piace, sta a noi provare a portare un cambiamento.
Vi aspettiamo numerosi!

Omar Vanin

martedì 15 marzo 2011

CULTURA ITALIANA : PROPULSORE PER LA RINASCITA DEL PAESE.

Il nostro Paese si contraddistingue per l’elevato livello di cultura e per l’inestimabile patrimonio artistico presente nel territorio che da secoli affascina e ispira i più grandi intellettuali del mondo, basti pensare che nel ‘700 l’ italiano era percepito in tutta Europa come una grande lingua di cultura, accolta, per esempio, da Montaigne per scrivere il suo giornale di viaggio e scelta da Mozart per dare consistenza alla sua musica immortale. Troppo spesso però la maggior parte degli italiani considera la cultura come un inutile orpello o nei migliori dei casi si appiattisce in un “culturalismo” di infima lega del tutto sterile per la società. Un osservatore attento può invece notare che in un momento di profonda crisi e cambiamento come quello che stiamo vivendo le risposte migliori per lo Stato e il mondo del lavoro nascono proprio da quei laboratori di cultura che confrontandosi quotidianamente con il pulsare vivo dell’ esperienza lanciano proposte innovative. Ecco che la scarsa predisposizione degli italiani a “tentar le essenze” (Galileo Galilei) si trasforma in un danno inestimabile anche per l’economia del Paese e l’efficienza dello Stato.
«Se l’Italia fosse consapevole del valore economico dei beni culturali - afferma Paulo Cunha e Silva, Consigliere Culturale del Portogallo presso l’Ambasciata di Roma - oggi probabilmente sarebbe il Paese più ricco del mondo, ben al di sopra di Cina e Stati Uniti». L’ Italia per anni ha sprecato questa chance fondamentale, penso sia l’ora d’ invertire la rotta acquisendo innanzitutto la consapevolezza di quanto ci circonda e dello sviluppo umano che possiamo raggiungere. Ci troviamo davanti a un bivio: o continuiamo ad appiattirci nella mediocrità che ha ormai rivelato tutti i suoi limiti o formiamo una fucina culturale d’alto livello per sviluppare un futuro quantomeno diverso…

GianMaria Boscaro

lunedì 14 marzo 2011

EDITORIALE: LA POLITICA AI GIOVANI ATTRAVERSO LA CULTURA

Mi presento: sono uno dei fondatori della nuova realtà associativa Giovane Padova, nonché il neo-eletto presidente. In qualità di primo rappresentante, vi porgo un caloroso benvenuto sperando che siate molti ad abbracciare questo nuovo gruppo di giovani non solo di nome.L'associazione inizia a prendere vita attorno a un tavolo: Gianmaria, Alberto e il sottoscritto, ai quali si aggiunge strada facendo Omar, siamo accomunati da un'idea ben precisa: la politica ai giovani e per i giovani. Questo è l'obiettivo vero che si pone il questo gruppo e che riteniamo debba essere raggiunto tramite un percorso di promozione culturale e politica della classe dirigente del futuro.Vogliamo essere diversi dai politicanti di oggi che si limitano a sbandierare i nuovi volti a fianco delle loro cinquanta, sessanta, addirittura settanta candeline. Il futuro non possono essere loro, dobbiamo essere "noi" e per farlo bisogna partire da lontano. La strada sarà lunga, tortuosa, ma abbiamo deciso di incamminarci.Il primo passo dovrà essere la formazione anche politica, che sarà il nostro mezzo per raggiungere l'obiettivo preposto: una politica giovane, per i giovani.Non si può pensare che dei "pensionati", soprattutto se non coadiuvati adeguatamente da giovani, possano gestire un Paese in cui la tecnologia avanza inesorabile e sorpassa le loro potenzialità. La politica deve rimanere al passo con il mondo affinché il Paese possa fare altrettanto: oggi non è così e purtroppo lo stiamo vivendo sulla nostra pelle.Per ottenere questo è indispensabile che la cultura e l'informazione possano consegnare, a noi giovani, le chiavi per costruire un futuro migliore sia per noi che per il Paese, rimanendo insegnanti imparziali a differenza di quanto accade oggi in cui, al posto degli strumenti, consegnano l'opinione. Oggi le persone sono spronate a schierarsi senza sviluppare un’ idea innovativa nata da una coscienza critica sulla realtà che viviamo quotidianamente e tutto si dissolve in un inesorabile routine . E' per questo che noi vogliamo farci carico di promuovere tra i giovani un nuovo modo di porsi di fronte alla cultura, in primis, e alla politica poi, un modo per cui o si è protagonisti o tutto diventa banalità. Non sarà una passeggiata, ma noi giovani le passeggiate le lasciamo volentieri ai "vecchi" perché sono i percorsi tortuosi a stimolarci di più! Non è un obiettivo facile, ma in tanti è possibile!Vi lascio con una frase di Kant che già nel lontano ‘700 affermava: “E' tanto comodo essere minorenni! Se ho un libro che pensa per me, un direttore spirituale che ha coscienza per me, un medico che decide per me sulla dieta che mi conviene, ecc., io non ho più bisogno di darmi pensiero per me.[…] Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza”. 


Andrea Mastrangelo

mercoledì 9 marzo 2011

Fondazione

Nella serata del 08/03/2011 i quattro fondatori: Gianmaria, Alberto, Andrea e Omar hanno firmato l'atto costitutivo, statuto e regolamento dell'Associazione dando vita ad un ambizioso progetto di promozione culturale e politica tra i giovani della zona di Padova e non solo.